Mi fa sorridere, ma di un sorriso amaro, venire a conoscenza che Fabio Acquistapace, ex sindaco di Gerola sia anche fratello dell'attuale sindaco, Rosalba Acquistapace.
Questo perché le frasi dell'introduzione al territorio e a Gerola riguardanti il Bitto che mi sono state contestate, e per cui sono stato minacciato di querela, avevano tratto conforto anche da un'intervista che egli aveva rilasciato nel dicembre 2009 al giornale La Provincia di Sondrio.
La potete ancora leggere a questo link:
https://www.laprovinciadisondrio.it/stories/Homepage/105706_il_bitto_e_gerola_ecco_la_verit/
Fa ancora più amarezza però ricevere la PEC del presidente del Parco delle Orobie Valtellinesi Walter Raschetti, che personalmente aveva prenotato le 200 copie di "Val Gerola e Albaredo. Tutte le cime con gli sci" per i loro usi, che dopo 4 mesi dalla PEC inviatagli dal Prefetto (a cui gli enti insolventi avrebbero dovuto rispondere entro 40 giorni) gioca la carta dell'affermare di non aver mai ordinato quelle copie! E lo ribadisce con fermezza.
Mi chiedo quale sia la caratura di un uomo che si rimangia la parola data e si ostina a combattere una battaglia contro innocenti per pura convenienza politica.
Per conforto vorrei pubblicare l'email di invito alla presentazione ufficiale del volume mandata a Raschetti a dicembre dove lo si ringrazia per il sostegno (ovviamente economico) al libro!
L'attesissimo blog sulle cose più tristi della nostra valle. Segnalazioni, articoli sarcastici e i commenti degli utenti per non spegnere mai l'attenzione su quello che accade sotto i nostri occhi!
lunedì 8 luglio 2019
Il Bitto e Gerola: «Ecco la verità»
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giovedì 4 luglio 2019
Italia a tavola: La guida difende il Bitto storico e i Comuni della Dop non la pagano
Anche su Italia a tavola è stata oggi raccontata la vergognosa vicenda. Ma il muro di silenzio qui in valle ancora non si è rotto...
Continua a leggere su:
https://www.italiaatavola.net/alimenti/latticini-e-uova/2019/7/4/guida-difende-bitto-storico-comuni-della-dop-non-pagano/61696/
Continua a leggere su:
https://www.italiaatavola.net/alimenti/latticini-e-uova/2019/7/4/guida-difende-bitto-storico-comuni-della-dop-non-pagano/61696/
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Bitto: la guerra è finita, ma qualcuno non depone le armi
La rivista trimestrale valtellinese Le Montagne Divertenti, nel suo numero in edicola, rende pubblica una vicenda sconcertante che, risale al dicembre scorso. Una guida di scialpinismo della Valgerola, rea di spiegare, nell'introduzione, la vicenda del bitto storico, viene boicottata dai comuni della valle Gerola e dal Parco delle Orobie che pure l'avevano commissionata. Una vicenda dai contorni grotteschi, che ha coinvolto il prefetto di Sondrio e che qualifica una volta per sempre, per la "finezza" dei metodi utilizzati, i ras locali, già sostenitori entusiasti del bitto storico, poi divenuti suoi mortali nemici quando si accorsero che non potevano farne il loro giocattolo.
Qui alcuni dei passaggi della guida di Roberto Ganassa
"Val Gerola e Albaredo. Tutte le cime con gli sci"
che l'hanno portata ad essere condannata per apologia dello storico ribelle
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venerdì 21 giugno 2019
Val Gerola e Albaredo, tutte le cime con gli sci: condanna per apologia dello storico ribelle
Pur non praticando il mondo della politica, la mia attività giornalistica ed editoriale m'impone talvolta di averci a che fare. Solo rapporti protetti, s'intende: uso gli stivali alti e le mutande di ghisa, per non esser coinvolto negli oscuri e spesso maleodoranti meandri della politica che, invece di guidare le comunità con uno sguardo lungimirante, ne asseconda il declino e la decadenza, stroncando con comica inconsapevolezza ogni resilienza al processo di globalizzazione e omologazione (cui, per peculiarità orografica, un territorio montano e la sua popolazione mal si adatterebbero), ma anche calpestando alla luce del sole, con ferocia censoria e repressiva, diritti come la libertà di pensiero e di espressione. Tanto siamo in Valtellina...
Ovviamente ci sono eccezioni che incredibilmente (e grazie al cielo) sopravvivono ai tempi e al mio pessimismo, divenuto più nero da quando ho visto il comportamento degli ex ragazzi rivoluzionari della mia generazione una volta assunti ruoli decisionali.
Sto delirando? Purtroppo no. Vi faccio un esempio che sto vivendo sulla mia pelle da quando ho pubblicato la pregevole guida di scialpinismo di Roberto Ganassa, "Val Gerola e Albaredo. Tutte le cime con gli sci". Una raccolta di itinerari all'aria aperta cui, come si usa spesso nelle guide, ho premesso di mio pugno una parte introduttiva sul territorio: orografia, storia, cultura, prodotti tipici ...
Un tempo le tipicità di queste valli erano due: i pezzotti (che non si fanno più) e il formaggio Bitto, che però è stato vittima di un processo di speculazione alimentare.
La storia è fin troppo nota, ma per comodità dei lettori la riassumo qui brevemente. A partire dagli anni '80 l'area di produzione del "Bitto", tutelato dal marchio DOP, è stata via via estesa a tutta la provincia di Sondrio, includendo perciò formaggi che nulla hanno a che vedere con quello tradizionalmente prodotto negli alpeggi delle valli del Bitto (senza dare al bestiame prodotti fermentati o mangimi, unendo latte di mucca e di capra, caseificando direttamente in loco...).
Così, grazie alla grande distribuzione - sempre sia lodata - il Bitto ha colonizzato gli scaffali dei supermercati sfruttando l'argomento populista che finchè fosse stato il formaggio delle valli del Bitto sarebbe stato destinato a un mercato di nicchia, dato che in quei recessi orobici e coi metodi millenari e trogloditi non se ne sarebbe mai potuto produrre a sufficienza per quel mercato sempre più globale e foriero di benessere per tutta la provincia. Un mercato a cui solo gli sciocchi non vanno incontro.
Alcuni tra gli aristocratici allevatori che hanno perseverato nelle procedure tradizionali, espropriati del nome del loro formaggio, si sono riuniti nel consorzio guidato da Paolo Ciapparelli e, dopo varie vicissitudini, hanno chiamato il loro formaggio "Storico Ribelle". Lo "Storico Ribelle", riconosciuto presidio Slow Food, è un'eccellenza delle valli del Bitto che i turisti meritano di conoscere. Nella guida ne ho parlato, non per fare un affronto ai suoi detrattori, ma perché ho ritenuto doveroso menzionare un'iniziativa lodevole e di successo che ha contribuito al rilancio di un sano turismo nelle due valli.
"Val Gerola e Albaredo. Tutte le cime con gli sci", promuovendo in sinergia d'intenti il turismo escursionistico, avrebbe dovuto beneficiare del patrocinio dei comuni delle valli (tranne Bema), del Parco delle Orobie Valtellinesi e della Comunità Montana Valtellina di Morbegno.
Alla presentazione ufficiale del libro a Morbegno, Patrizio Del Nero, in rappresentanza di alcuni enti patrocinanti, aveva speso parole di elogio verso il volume appena uscito grazie anche al loro contributo. Dopo pochi giorni, però, mi è arrivato come un fulmine a ciel sereno un sms in cui si parlava addirittura di querela per quanto scritto a favore dello Storico Ribelle. Un atto intimidatorio, insomma, come se l'impegno verbale ad acquistare copie del volume configurasse per ciò stesso un diritto ad intervenire preventivamente sui suoi contenuti o a censurarli, una volta stampati, perché non condivisi. Nel mio testo tuttavia non c'era alcuna frase che potesse suonare falsa o offensiva nei confronti di chicchessia. E, infatti, alla minaccia non è seguita alcuna querela.
Mentre la Comunità Montana Valtellina di Morbegno ha puntualmente mantenuto fede al proprio impegno, comuni e Parco sono invece improvvisamente spariti e non hanno pagato le copie prenotate, con l'effetto di mettere in seria difficoltà l'iniziativa editoriale. La presentazione del libro a Gerola è stata quindi, senza alcuna comunicazione ufficiale, di colpo annullata. Non da noi.
Comunicazioni formali? Atti ufficiali? Nessuno, forse per la consapevolezza di star compiendo un vero e proprio sopruso.
E per i soprusi è bene non lasciare traccia.
Come vuole la procedura, ho inviato a febbraio una pec a tutti i sindaci dei comuni interessati (Cosio, Rasura, Pedesina, Gerola e Albaredo) e al presidente del Parco chiedendo di mantenere fede agli impegni presi. Nessuna risposta, né entro 40 giorni, né fino ad ora (31 maggio 2019).
Il Prefetto Scalia, cui mi ero rivolto inviando sostanzialmente la stessa lettera spedita alle amministrazioni, a marzo aveva gentilmente invitato i comuni e il Parco ad adempiere agli impegni verbalmente assunti (i due documenti li trovate riprodotti in queste pagine). Ma comuni e Parco lo hanno ignorato.
La faccenda sta ora andando avanti e io mi trovo dinnanzi al compatto e sinergico muro di gomma che tali amministratori pubblici erigono dinnanzi a chi osa anche solo accennare qualcosa di non conforme al pensiero di alcuni di loro. Non voglio star qui a far inutili dietrologie, registro solo di essere stato condannato da alcuni politici amministratori della val Gerola e della valle di Albaredo poiché reo di apologia dello "Storico Ribelle", cioè del formaggio tradizionale delle loro valli!
La libertà di pensiero e di espressione, antidoto all'ipertrofia e all'arroganza di ogni potere, piccolo o grande, nazionale o locale, purtroppo è considerata anche in Valtellina da molti perbenisti un vezzo inutile, fastidioso e fazioso. Ma quel che è più grave è che a questa logica censoria e intimidatoria del potere ci stiamo oramai lentamente abituando. Fatti del genere, che fino a pochi anni fa avrebbero sollevato un'ondata di indignazione, oggi all'opinione pubblica non arrivano più, perché ad essi non ci si ribella più, ci si rassegna illudendosi di potere così aggiustare il mondo.
Forse quello dello "Storico Ribelle", ad opera dei pastori della val Gerola, è stato in Valtellina l'ultimo atto di successo di ribellione al sopruso del potere. In quel nome non c'è oggi solo l'eccellenza del formaggio tradizionale delle valli del Bitto, ma c'è anche un messaggio morale: quello di non darla vinta alla mediocrità di certi formaggi che trionfano nel mercato del consumismo contraffatto e che assomigliano sempre più alla mediocrità di alcuni nostri politici che trionfano nel campo dell'amministrazione pubblica.
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giovedì 14 dicembre 2017
La bresaola brasil-valtellinese...
Proponiamo qui la segnalazione di Michele Corti:
La Rigamonti JBS è l'azienda leader della bresaola Valtellina, prodotto tipico IGP e vanto dell'agroalimentare sondriese, eppure i media non hanno dato molto risalto allo scandalo JBS.
I fratelli Batista sono in galera da settembre: i reati commessi dalla JBS sono gravissimi.
Per fare quello che hanno fatto hanno versato tangenti a 1893 politici. Lo hanno confessato loro stessi per "patteggiare", Lavoratori in schiavitù, 300 kmq di Amazzonia deforestati illegalmente, frodata la Banca brasiliana dello sviluppo, insider trading su valute, addomesticamento delle ispezioni delle carni, ecc.
lunedì 23 gennaio 2017
Agroindustria senza scrupoli: due schiaffi alla Valchiavenna
mercoledì 28 gennaio 2015
Eliski - "abbiamo scoperto un posto da non credere per fare eliski, non ci sono neppure le piazzole definite"...
Ci risiamo, chiuso - o quasi - il capitolo delle motoslitte ecco nuove trovate degli amici della montagna, tra Valmalenco e Alpi Orobie.
Questo lo segnala l'amico Ricky Scotti in seguito ai raid elicotteristici dello scorso anno sulle Orobie:
Questo lo segnala l'amico Ricky Scotti in seguito ai raid elicotteristici dello scorso anno sulle Orobie:
Michele Comi ha scovato gli incursori teutonici...
il direttore del Parco Orobie ci aveva chiesto una foto dell'elicottero? bene, adesso le abbiamo, le hanno pubblicate direttamente loro su sito, sono al Redorta...e credo che si riescano a scovare anche altri luoghi orobici.
Nel programma citano la possibilità di tornare dal'altro lato della Valmalenco e si vede molto bene il nome degli elicotteristi...
C'è la possibilità di segnalare e stimolare i nostri contatti in provincia ed il direttore del parco, oltre alle guide con queste segnalazioni? ci vuol poco: c'è pure il contatto...se non rispondono in Germania il numero di eliwork dovrebbe essere sulla guida..
"abbiamo scoperto un posto da non credere per fare eliski, non ci sono neppure le piazzole definite"...
p.s. Comi ha segnalato anche questi
giovedì 30 gennaio 2014
Il rumore dell'erba
Consiglio a tutti il trailer di questo film, proiettato alla rassegna di Cinemambiente di Torino.
https://www.youtube.com/watch?v=Ur2H3cuSAuQ
a dir poco inquietante, specialmente in chiusura quando non poteva che apparire una delle nostre perle ...
venerdì 25 ottobre 2013
Motoslitte a Campagneda, capitolo finale?
Vedendo naufragare i nostri tentativi per far revocare le autorizzazioni per l'attività di noleggio motoslitte svolta nel 2012-2013 a Campagneda in violazione dei regolamenti SIC/ZPS a cui l'area è sottoposta, vedendo che l'informativa online è ancora disponibile e preannuncia nuove ronde motorizzate (www.motoslitteextreme.it se volete controllare), abbiamo deciso di rivolgerci ad autorità superiori chiedendo loro di impedire che i fatti dell'anno passato si ripetano.
Segue il testo della lettera inviata oggi con un gran numero di allegati raccolti questi mesi (che qui non pubblico):
Spett.li:
Commission
Europeenne
DG
Environnement
Avenue
de Beaulieu
B
- 10409 BRUXELLES
Egregia
Dott.ssa Cristina Tombolini
Divisione
V – Vigilanza e informazione sulle aree naturali protette
Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Via
Cristoforo Colombo, n. 44
00147
– ROMA
Egregio
Dott. Mario Nova
Regione
Lombardia
D.G.
Ambiente,
Energia e Sviluppo Sostenibile
Piazza
Città di Lombardia,
1
20124
MILANO
Egregio
Massimo Sertori
Presidente
della Provincia di Sondrio
Corso
XXV Aprile, 22
23100
SONDRIO
Egregio
Marco Negrini
Sindaco
del Comune di Lanzada
Via
San Giovanni 432
23020
LANZADA (SO)
e.p.c.:
Egregio
Dottor Carmelo Casabona
Prefetto
di Sondrio
Via
Vittorio Veneto, 27
23100
SONDRIO
Corpo
Forestale dello Stato
Comando
Provinciale di Sondrio
Piazzale
Lambertenghi, 3
23100
SONDRIO
Carabinieri
Comando
Stazione Chiesa In Valmalenco
Via
Squadrani, 21
CHIESA
IN VALMALENCO (SO)
Carabinieri
N.O.E.
Nucleo
Tutela Ambientale
Via
Pusiano, 22
20124
MILANO
Oggetto:
Transito motOslitte Alpe Campagneda.
Segnalazione
di violazione norme
Piano
di Gestione SIC/ZPS IT2040016
“Monte
di Scerscen, Ghiacciai di Scerscen e Monte Motta”
Con
riferimento all'oggetto, tutti i firmatari in calce
SEGNALANO
CHE,
nel
corso della stagione invernale 2012/2013, è avvenuta
la
ripetuta violazione della normativa del Piano di Gestione del
SIC/ZPS IT2040016 “Monte di Scerscen, Ghiacciai di Scerscen e Monte
Motta”,
nei
termini di seguito indicati.
Si
rileva che il SIC/ZPS IT2040016 “Monte di Scerscen, Ghiacciai di
Scerscen e Monte Motta”, la cui gestione è affidata alla Provincia
di Sondrio, è dotato di Piano di Gestione approvato con
Deliberazione del Consiglio Provinciale di Sondrio n. 21 del 24
giugno 2011;
la
“Scheda Azione RE4” e le “Norme Tecniche” (Art. 6 – Strade,
Sentieri e Viabilità) del suddetto Piano di Gestione in vigore
vietano, all'interno del SIC/ZPS in oggetto, l'uso di motoslitte,
consentendolo
solo “per
i gestori dei rifugi e per i proprietari delle baite, debitamente
autorizzati, che possono raggiungere il rifugio/baita di proprietà
seguendo il tracciato del sentiero”;
Si
evince dunque dalle norme citate che, da un punto di vista
paesistico, la zona dove è avvenuto il transito è vincolata da
restrizioni di tutela ambientale che hanno come scopo la salvaguardia
della ricchezza della fauna autoctona. Quest'ultima, a sua volta,
garantisce il rispetto degli equilibri legati alla “BIODIVERSITà
REGIONALE”, espressi come prioritari anche nella “RER” (Rete
Ecologica Regionale).
Pertanto,
si ritiene la normativa di interesse prioritario per il Comune, per
la Provincia, per la Comunità Montana e per tutti gli organi ad essi
correlati.
A
sostegno di questa tesi, si segnala inoltre che l'area in questione è
segnalata nel vigente PTCP della Provincia di Sondrio come area di
Interesse Paesistico e Naturalistico.
Nonostante
il divieto vigente, il noleggiatore denominato “Motoslitte extreme”
di proprietà del Sig. Mauro della Maddalena
ha
circolato tutto l'inverno 2012/2013 all'interno del SIC/ZPS, anche al
di fuori della viabilità, in aree naturali di pregio non interessate
da baite né da rifugi gestiti.
Tale
transito non ha pertanto interessato proprietari di baite o rifugi,
ma chiunque abbia noleggiato le motoslitte presenti in località
Campagneda, configurandosi quindi come un'attività
commerciale/turistica
il cui svolgimento nel SIC/ZPS “Monte di Scerscen, Ghiacciai di
Scerscen e Monte Motta” è esplicitamente vietato dal vigente Piano
di Gestione, questo anche a sostegno della Pubblica incolumità e
della Sicurezza Pubblica.
Ricordiamo
che l'attività di noleggio motoslitte è stata promossa da Della
Maddalena attraverso il sito internet www.motoslitteextreme.it,
informative cartacee e affissioni recanti i loghi istituzionali di
“Valtellina Turismo” e ”Unione dei Comuni della Valmalenco”.
In queste venivano promosse attività che violano sia il regolamento
delle aree SIC/ZPS interessate, sia le limitazioni contenute nelle
autorizzazioni (allegati n.1 e n.4);
come
si evince dalla documentazione allegata (allegato n.2) il sig. Mauro
della Maddalena è stato fotografato mentre circolava - fino all'Alpe
Prabello - su una motoslitta che esponeva l'Autorizzazione n. 5 del
Comune di Lanzada. Si evidenzia che l'Autorizzazione n. 5 (2012/2013)
sopra citata il Comune di Lanzada l'ha intestata, al contrario, alla
sig.ra Nani Mariapia “ad accedere con la motoslitta telaio n.
JYE8GR001CA012606 esclusivamente da CAMPO MORO ALL’ALPE DI
CAMPAGNEDA, FINO ALL’ AGRITURISMO “IL CORNETTO”, SERVENDOSI
ESCLUSIVAMENTE DELLA STRADA AGRO SILVO PASTORALE INNEVATA dal
23.11.2012 al 29.03.2013 (validità nei giorni di mercoledì e
venerdì esclusi i festivi);
nonostante
le segnalazioni la Polizia locale (allegato n.3), ha potuto
provvedere alla sola sanzione amministrativa e non al ritiro
dell'autorizzazione;
Tutte
le Autorizzazioni rilasciate dal Comune di Lanzada (allegato n.4)
citano formalmente, nelle premesse, un'Autorizzazione
rilasciata dalla Provincia di Sondrio in data 22/11/2012
(senza
peraltro specificare alcuna indicazione né al numero di
autorizzazione né al numero di protocollo della nota provinciale);
la
rivista Le Montagne Divertenti rappresentata dal direttore Enrico
Benedetti e la Guida Alpina Michele Comi hanno promosso una petizione
per chiedere al sindaco di Lanzada Marco Negrini l'immediata revoca
di tutte le autorizzazioni rilasciate ed illegittimamente utilizzate
nel SIC/ZPS per finalità commerciali/ludico/sportive, raccogliendo
in meno di un mese 630 firme di cittadini. La petizione, è stata
consegnata in data 19.01.2013 al sindaco Negrini e protocollata
(allegato n.6), ma a ciò non è seguito alcun provvedimento.
P.Q.M.
SI CHIEDE
- a tutte le Autorità competenti di accertare eventuali infrazioni alle normative comunitarie, nazionali, regionali e locali (Piano di Gestione) vigenti ed eventuali responsabilità ed omissioni, vietando alla Provincia di Sondrio ed al Comune di Lanzada di rilasciare in futuro autorizzazioni al transito di motoslitte nel SIC/ZPS “Monte di Scerscen, Ghiacciai di Scerscen e Monte Motta” non consentite dalla normativa;
- agli Organi di Polizia operanti sul territorio di sorvegliare il territorio del SIC/ZPS “Monte di Scerscen, Ghiacciai di Scerscen e Monte Motta” al fine di evitare ulteriore danno ambientale e rischio per la pubblica incolumità degli escursionisti, causati sia da collisioni dirette sia dal frequente innesco di slavine e valanghe causato da mezzi motorizzati durante l'inverno: si tenga conto che la zona è molto frequentata da famiglie con bambini, data la facilità e la brevità d'accesso.
Sondrio,
25 ottobre 2013
Enrico
Benedetti
direttore
de “Le Montagne Divertenti”
Mario
Vannuccini
Guida
Alpina
Nicola
Giana
Accompagnatore
di Media Montagna
lunedì 21 ottobre 2013
Trova l'intruso
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| Enigmatica immagine realizzata da Marino Amonini |
Potrebbe essere il quesito di un ricchissimo concorso a premi, data a difficoltà della risposta...
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