L'unica cosa che mi rammarica è che gli operatori di Campagneda si siano prestati in prima linea (le autorizzazioni sono a loro nome) per permettere a motoslitteextreme di portare avanti tale scelleratezza.
Qui trovate i testi ufficiali che ci ha fornito la polizia locale.
L'attesissimo blog sulle cose più tristi della nostra valle. Segnalazioni, articoli sarcastici e i commenti degli utenti per non spegnere mai l'attenzione su quello che accade sotto i nostri occhi!
lunedì 21 gennaio 2013
REGOLAMENTO per il transito motoslitte a campagneda
domenica 20 gennaio 2013
Segnalazioni di infrazioni al regolamento e alle autorizzazioni sulle motoslitte
Questa è una, anche se non può essere usata come prova ufficiale, come non lo possono essere le testimonianze di chi ha visto quelle motoslitte al Cristina... perchè non corredate da foto inequivocabili e da una denuncia ufficiale. È paradossale, sono il primo a dirlo, ma è così.
****************************
Mi raccomando: fate foto e denunciate la cosa alla polizia, in modo che questa iniziativa non autorizzata venga definitivamente bandita,
Beno
PS. aspetto le vostre testimonianze per pubblicarle qui di seguito. Firmate con nome e cognome perchè, altrimenti, non le prenderanno in considerazione.
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Mi raccomando: fate foto e denunciate la cosa alla polizia, in modo che questa iniziativa non autorizzata venga definitivamente bandita,
Beno
PS. aspetto le vostre testimonianze per pubblicarle qui di seguito. Firmate con nome e cognome perchè, altrimenti, non le prenderanno in considerazione.
sabato 19 gennaio 2013
TOUR CON LE MOTOSLITTE A CAMPAGNEDA – IL SINDACO DICE: “NON SONO AUTORIZZATI”
Da mesi sul sito www.motoslitteextreme.it vengono pubblicizzati tour con le motoslitte nelle zone SIC/ZPS che gravitano attorno alla piana di Campagneda in Valmalenco.
Allertati da alcuni lettori de Le Montagne Divertenti che avevano visto pubblicizzare questa iniziativa totalmente irrispettosa dell'ambiente e degli utenti della montagna che amano la natura, abbiamo segnalato la cosa nella nostra trasmissione radio in onda il martedì su Radio TSN, per poi pubblicare sul blog schifezzeinvaltellina.blogspot.it la locandina (che vergognosamente vantava il sia logo “Valmalenco”, che quello di “Valtellina Turismo”).
Parallelamente era inoltre stata avviata per iniziativa popolare una raccolta firme volta a mostrare alle autorità locali, in primis al Comune di Lanzada, il parere contrario all'offerta ludico-ricreativa promessa da www.motoslitteextreme.it che andrebbe contro ad ogni principio di turismo intelligente e di viver armoniosamente la montagna. Tale attività, inoltre, arrecherebbe un danno economico alla zona che verrebbe così boicottata dai numerosi turisti che fin'ora la frequentavano: escursionisti, emissioni di gas di scarico e fastidiosi rombi di motori non possono certo convivere.
Campagneda, infatti, è l'unico sito escursionistico della Valmalenco alla portata di tutti e adatto anche alle famiglie e ai turisti alle prime armi che ancora si conservava incontaminato.
La raccolta firme era finalizzata a chiedere l'annullamento della deroga concessa per tale attività , “deroga” che era stata supposta perchè da un lato il regolamento comunale di Lanzada vieta l'utilizzo delle motoslitte a scopo ludico-ricreativo e, dall'altro, il titolare e promotore dell'attività di noleggio Mauro Della Maddalena aveva ribadito sul quotidiano “La Provincia” di avere tutte le carte in regola.
Il 19 gennaio 2013, io e Michele Comi abbiamo incontrato il sindaco di Lanzada Marco Negrini e chiarito con lui la questione, oltre che consegnato 630 firme a sostegno della petizione.
Tecnicamente non è stata rilasciata alcuna “deroga”, ma bensì una “autorizzazione”: «Il Comune di Lanzada», ha affermato Negrini «ha valutato con attenzione prima di concedere questi permessi, che sono vincolati a precise restrizioni di zone percorribili, modalità ed orari. Quello che abbiamo consentito è un semplice servizio taxi diretto al rifugio Ca Runcasch e all'agriturismo Il Cornetto, rivolto a chi, altrimenti, non avrebbe la possibilità di frequentare quei posti. Non permetterò mai, almeno finché sarò Sindaco, che la piana di Campagneda diventi un parco per le motoslitte.»
Ciò che ci lasciava comunque perplessi era che nel sito si alludeva – e si allude tutt'ora – a ben diverse attività e che, nonostante ciò, questa iniziativa continuasse a vantare sia i loghi istituzionali che le affissioni in luoghi pubblici.
Abbiamo così segnalato punto per punto al sindaco queste incoerenze.
L'autorizzazione specifica che:
* il transito è consentito solo da Campo Moro al rifugio Cà Runcash e solo lungo la strada agrosilvopastorale;* il permesso, rilasciato ai gestori di Cà Runcash e de Il Cornetto, è valido dal 23.11.12 al 29.03.13, i soli mercoledì e venerdì, festivi esclusi, dalle 10:15 alle 15 e dalle 19:30 alle 23:30 esclusi in questa fascia oraria i periodi di luna piena;
* la velocità deve essere moderata.
Questo è quanto invece, errori ortografici inclusi, riporta il sito di Mauro Della Maddalena www.motoslitteextreme.it:
“Con le escursioni in motoslitta avete l’occasione di divertirvi a bordo di fantastici bolidi yamaha che vi regaleranno momenti di adrenalina pura.
1)..Rifugio CA RUNCASCH (Alpe di Campagneda) della durata di circa 50 minuti e della lunghezza di circa Km 8.
2)..Alpe PRABELLO con vista panoramica P.zzo Scalino della durata di circa un ora e 15 e della lunghezza di 14 Km
Le escursioni sia di giorno che di notte, possono essere abbinate alla sosta in una baita per mangiare. Dopo la sosta per il rientro a valle sono ancora protagoniste le motoslitte. [...] Partecipare ad un'escursione oltre che tradizionalmente diurna, magari notturna, a bordo di veloci motoslitte sulle montagne della Val Malenco, è sicuramente un' esperienze unica da vivere in compagnia di un gruppo di amici.. Per chi ama i motori ed è in cerca di nuove emozioni in mezzo alla neve e alla natura.”
Ci chiediamo se non sia sufficiente pubblicizzare e iterare la propaganda di un'azione non autorizzata perchè vengano revocati i permessi: le motoslitte parcheggiate a m 1950 sembrano lì come una “testa di ponte” protesa a realizzare le promesse di www.motoslitteextreme.it.
Inoltre, a nostro avviso, ufficializzare con il marchio della Valmalenco una iniziativa irrispettosa della natura va contro i principi di una gestione attenta del territorio per una valle che dovrebbe vivere di turismo intelligente: in data 19-01-2013 presso l'ufficio del Consorzio Turistico in località Vassalini locandina e depliant di motoslitteextreme.it erano in distribuzione al pubblico.
Negrini, dopo averci chiarito che il logo “Valmalenco” non è quello istituzionale del Comune di Lanzada, ma può essere utilizzato da chiunque senza richiederlo e per qualsivoglia attività, ha aggiunto: «Abbiamo già chiesto una intensificazione dei controlli alla polizia locale, è loro il compito di far rispettare i regolamenti. Le attività ludiche promosse su www.motolitteextreme.it non sono mai state autorizzate, l'ho già comunicato al titolare, invitandolo per di più a rimuovere il materiale promozionale distribuito in precedenza. I permessi sono stati rilasciati ai titolari delle due attività di rifugio e agriturismo di Campagneda (Cà Runcasch e Il Cornetto) nel pieno rispetto della normativa vigente: non li posso far revocare per una pubblicità posta in atto da altro soggetto», ha continuato Negrini, aggiungendo che se venisse colta qualche motoslitta in contravvenzione, invece, la revoca sarebbe immediata.
In conclusione sarà compito anche degli utenti di Campagneda vigilare su quanto accade, dimostrare con prove certe di chi sono i numerosi segni dei cingoli che arrivano al rifugio Cristina e fotografare i trasgressori. Fatto ciò basterà denunciarli alla giusta autorità competente perchè vengano presi gli ovvi provvedimenti.
martedì 15 gennaio 2013
Pesticidi: dal Buthan alla Svizzera cresce il bio nelle Terre Alte. Non in Valtellina!
(15.01.13) Dal Buthan alla Svizzera cresce il bio nelle Terre Alte. Non sulle Alpi italiane
Il Buthan, entro il 2020, sarà totalmente bio, non saranno più in vendita pesticidi e concimi chimici. Il Canton Grigioni, il più grosso della Svizzera è al 50% di bio e la sua Val Poschiavo (geograficamente valtellinese) ha superato il 90%. Invece in Valtellina ma anche in Trentino e in altre aree delle Alpi italiane il bio è al palo. Perchè? leggi tutto l'articolo del Prof. Michele Corti
Venerdì 18, ore 21 municipio di Chiuro e sabato 19 alle 17 presso l' AULA MAGNA SCUOLA MEDIA VANONI
Via Ambrosetti 34, Patrizia Gentilini ,Medico Oncologo ed Ematologo Presidente International Society of Doctors for the Environment-ISDE di Forlì, parlerà degli antiparassitari in agricoltura: i rischi per la salute dell’uomo.
martedì 8 gennaio 2013
Petizione Campagneda - raccolta e consegna firme
Vi corredo con queste splendide immagini dell'amico Marino questo post.
Consegneremo le firme il 15, per cui premuratevi di mandarmele via posta, scansionate via email (lemontagnedivertenti@gmail.com) entro il 13.
Per ora la situazione, dopo che ci siamo ulteriormente informati, è che è stata rilasciata autorizzazione x portare i turisti dal parcheggio al rifugio, solo lungo la strada e in giorni prestabiliti.
Parrebbe che le promesse fatte sul sito dei motoslittisti siano false e che se venissero sorprese motoslitte a fare altro basta che uno di noi le fotografi che verrebbero subito revocati tutti i permessi. Per cui tenete aperti gli occhi.
Comunque chiederemo un incontro per fare il punto della situazione, dato che sul giornale era scritto altro, e ribadire le nostre perplessità.
Marino, nella sua gita ha evidenziato che :









Consegneremo le firme il 15, per cui premuratevi di mandarmele via posta, scansionate via email (lemontagnedivertenti@gmail.com) entro il 13.
Per ora la situazione, dopo che ci siamo ulteriormente informati, è che è stata rilasciata autorizzazione x portare i turisti dal parcheggio al rifugio, solo lungo la strada e in giorni prestabiliti.
Parrebbe che le promesse fatte sul sito dei motoslittisti siano false e che se venissero sorprese motoslitte a fare altro basta che uno di noi le fotografi che verrebbero subito revocati tutti i permessi. Per cui tenete aperti gli occhi.
Comunque chiederemo un incontro per fare il punto della situazione, dato che sul giornale era scritto altro, e ribadire le nostre perplessità.
Marino, nella sua gita ha evidenziato che :
Cum gaudium magnum le famigerate motoslitte giacevano inutilizzate all'inizio della carrareccia per salire al Prabello. Wow!
Solo 2 agrituristi/rifugisti sono saliti ammorbando l'aria fina di Campagneda, poca roba comunque tollerabile.









martedì 18 dicembre 2012
Firma la petizione contro le motoslitte a Campagneda
In riferimento al post di Michele che segnalava la balorda iniziativa dei tour con motoslitta a Campagneda, vi allego la petizione da firmare per richiede la revoca dei permessi concessi per tale stolta attività.
http://www.lemontagnedivertenti.com/Sites/83/WebExplorer/Collaboratori/foto%20x%20articoli%20vari/Petizione%20Motoslitte%202012.pdf
Mi auguro che almeno questa ennesima follia possa essere fermata con una semplice dimostrazione della volontà comune, per cui firmate e raccogliete anche voi più sottoscrizioni possibili da inviare al sindaco di Lanzada.
Per cui raccogliete più firme possibile e mandatele a me:
Beno
via Panoramica 549/A
23020 Montagna (SO)
O consegnatele alla tipografia Bonazzi a Sondrio, dove potete andare anche a firmare direttamente la petizione.
Altro punto in cui firmare la petizione è Sport Side a Sondrio in via Tonale.
http://www.lemontagnedivertenti.com/Sites/83/WebExplorer/Collaboratori/foto%20x%20articoli%20vari/Petizione%20Motoslitte%202012.pdf
Mi auguro che almeno questa ennesima follia possa essere fermata con una semplice dimostrazione della volontà comune, per cui firmate e raccogliete anche voi più sottoscrizioni possibili da inviare al sindaco di Lanzada.
Per cui raccogliete più firme possibile e mandatele a me:
Beno
via Panoramica 549/A
23020 Montagna (SO)
O consegnatele alla tipografia Bonazzi a Sondrio, dove potete andare anche a firmare direttamente la petizione.
Altro punto in cui firmare la petizione è Sport Side a Sondrio in via Tonale.
martedì 11 dicembre 2012
Nuova concessione derivazione
E' sconvolgente! Non passa giorno senza che un'altra "schifezza" tristemente va a distruggere quel che è bene comune a vantaggio di pochi.
Guarda caso l'opera di presa dell'impianto in questione si colloca in prossimità della strada - ad uso agricolo!? - del Pirlo in costruzione (vedi post precedenti).
Valmalenco: voglio la mia parte.
Guarda caso l'opera di presa dell'impianto in questione si colloca in prossimità della strada - ad uso agricolo!? - del Pirlo in costruzione (vedi post precedenti).
Valmalenco: voglio la mia parte.
sabato 8 dicembre 2012
giovedì 25 ottobre 2012
La fiera del disgusto
Sono convinto che la colpa dello schifo che circonda la nostra terra, oltre che dei pessimi politici che la governano, sia anche della gente che a queste persone non si sa ribellare e permette loro di fare ciò che vogliono.
Non odiamo i politici e certi imprenditori perchè sono disonesti, ma perchè siamo invidiosi della loro posizione di privilegiati e vorremmo essere al loro posto. È questa la ragione per cui non abbiamo il coraggio di prendere posizioni, ma siamo qui pure noi sperando arrivi il nostro turno.
Certi uomini stanno rovinando la Valtellina, solo per gola e sete di soldi o potere, e tessendo legami sempre più stretti con gli imprenditori più avidi e con meno scrupoli. È il modello Italia a cui abbiamo aderito al grido di "Roma Ladrona", mal celando una vergognosa ipocrisia di fondo che ci fa persone non certo migliori di quelle che andavamo contestando.
Politica e business sono diventati una cosa sola.
Spero questo mondo cambi presto prima che le cose belle della nostra valle finiscano in cenere.
Leggete qui la notizia che riporta il prof. Michele Corti:
"Alla vigilia del Salone del Gusto sono numerose le notizia di stretta attualità che vedono protagonista il Bitto storico. Tra riconoscimenti e angherie il Bitto storico va avanti con la consapevolezza di rappresentare una bandiera di resistenza casearia, umana, condadina. Come tutte le bandiere rappresenta un riferimento luminoso per alcuni, un simbolo da distruggere per altri. È emblematico che mentre il Bitto storico sia oggetto di interesse delle componenti politiche e dell'ente di ricerca della Regione Lombardia, la DG Agricoltura perseveri nel trattare i produttori del Bitto storico come appestati. Mentre appaiono in televisione ("Che tempo che fa") con Petrini e i presidi Slow Food mondiali più rappresentativi quali rappresentanti italiani di una agricoltura eroica. leggi tutto
I bravi di Don Rodrigo esistono ancora.
Mentre si montano gli stand del salone del gusto a Torino arriva questa mattina a Gerola alta (dove Ciapparelli sta mettendo a posto il centro del Bitto prima di partire per Torino) una telefonata da Slow Food: la Regione Lombardia (leggi qualche funzionario della DG agricoltura) minaccia di rititarsi dal Salone con lo stand istituzionale se di fronte ci sono quelli Bitto storico. Lo stand dei presidi di Lombardia è infatti di fronte a quello istituzionale della Regione e il Presidio del Bitto storico doveva essere ovviamente li. Ciapparelli per senso di responsabilità accetta di spostarsi di 50 m.
A me questa storia fa venire in mentre i bravi di Don Rodrigo. "Quello stand lì non ci deve stare". Ma con quale diritto? I produttori del Bitto storico, anche se fossero produttori come gli altri meritano un trattamento simile? Come può una grande istituzione angariare un gruppo di produttori agricoli nel contesto di iniziative per promuovere l'agricoltura lombarda e i suoi prodotti di eccelenza? Molti hanno visto lunedì sera Ciapparelli e la Cristina Gusmeroli (casara di 18 anni) a "Che tempo fa" con Petrini e i più significativi presidei mondiali di Slow Food ersano li a rappresentare l'Italia dell'agricoltura eroica. Chi non li ha visti avrà forse letto La Provincia che oggi dava ampio spazio alla cosa.
Regione Lombardia ha già fatto una magra figura il 12 ottobre quando a Morbegno al Convegno sulla zootecnia di montagna Fausto Gusmeroli non ha potuto parlare per il veto dell'Ass. De Stefani. Al posto di un vero esperto di zootecnia, pascoli, prati e formaggi (per questo da fastidio) hanno chiamato TIRELLI, amministratore delegato di IPERAL. Bella figura per la Regione Lombardia presente a Morbegno con tutto il vertice agricolo (ex-assessore e super-burocrati) accettare i veti di un ass. provinciale ad una manifestazione organizzata da lei e da lei sponsorizzata."
sabato 1 settembre 2012
Strade di montagna inutili e altre scelleratezze in arrivo
Ecco quel che si legge nel sito delle Provincia datato 2 agosto 2012...
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&ved=0CEsQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.provincia.so.it%2Fdownload.asp%3Ffile%3D%2Fambiente%2Facqua%2Fderivazioni%2Felenco%2Fderivazione_03-08-2012_id369%2Fdomanda_03-08-2012.pdf&ei=leY1UKTIG4rvsgbVwoGIBw&usg=AFQjCNFEbqn4KIIFZ1mLO_B68eHw919eLA
Nota: captazione torrente Secchione è immediatamente a valle dell'Alpe Pirlo.
Ne approfitto per allegare qui di seguito mi a riflessione datata 29-giugno 2012 inoltrata alla stampa locale, ma mai pubblicata...
Strade di montagna inutili e altre scelleratezze in arrivo?
Domenica 11 giugno di rientro da una passeggiata solitaria serale lungo i sentieri che sovrastano Chiesa, ho fotografato, da semplice cittadino, quell'opera insulsa e sovradimensionata rispetto a qualsiasi necessità agricola, che sta cancellando il sentiero che conduce al maggengo del Pirlo, un magnifico tracciato pedonale risultato del tempo e delle leggi della natura.
Ho visto una ferita nella montagna larga sei metri, tale da sollevare il dubbio che possa celare finalità non dichiarabili.
Ho documentato lo sprezzo dimostrato per la singolarità espressa dal nostro territorio che si aggiunge all'inesauribile e sistematica distruzione delle nostre preziose attrattive turistiche e del bene comune, a vantaggio di pochi.
Dopo la mia segnalazione, ho appreso che il cantiere è stato sequestrato dalle autorità competenti, segno inequivocabile che le perplessità espresse avevano un fondamento oggettivo.
Ai sostenitori ad oltranza delle fantomatiche strade ad uso agricolo, al lamento delle maestranze a cui è stato spento l'escavatore, ricordo che è lecito sostenere l'utilità delle strade e il diritto al lavoro, a patto che rispettino le regole, le prescrizioni progettuali e i riferimenti di legge in materia.
Ai fanatici delle rotabili d'alta quota per finalità manutentive ricordo che l'equazione strada = cura del bosco e manutenzione del territorio è quanto meno superficiale se non totalmente errata: esistono infatti innumerevoli esempi di luoghi raggiunti da strade agricole, comunali, provinciali e statali ove il degrado e l'avanzata dell'incolto è continua e sotto gli occhi di tutti (pur con magnifiche strade di servizio).
Agli indignati suggeritori di percorsi alternativi, chiedo dov'erano quando era il tempo di vigilare sull'inizio dei lavori.
A coloro che considerano voci autorevoli unicamente chi conosce le fatiche dell'agricoltura di montagna, suggerisco di verificare anzitutto la proprio curriculum agreste e ricordo che, per quanto riguarda la conoscenza della “barriera della fatica” (come la definisce il grande alpinista Kurt Diemberger) rappresentata dal muoversi a piedi, ho qualche consolidata esperienza per tradizione familiare e professionale.
Ma noi malenchi non abbiamo nulla da dire?
Dove sono i discendenti di quei fieri abitanti che a partire dai primi del '900 resero Chiesa una tra le località di villeggiatura più ambite delle Alpi?
A parte la testimonianza e sostegno del miglior albergo di Chiesa, l'Hotel Tremoggia, dove sono tutti i restanti operatori del turismo?
Gli artisti, gli eccellenti cantori e testimoni della storia locale?
E gli abitanti dell'intera Valle, privati in un lampo e per sempre ancora una volta di un bene che appartiene a tutta la comunità, da conservare e tramandare integro per le future generazioni?
Dove sono gli appassionati alpinisti, i locali sodalizi alpini? I frequentatori dei boschi? I numerosi corridori che regolarmente incontro tra l'Alpe Lago e il Pirlo? Felici di respirare e correre a due passi da casa, su un fondo ricoperto di aghi di pino entro pinete aromatiche?
Non basta più qualche brividino di inorridimento, oltre il quale non è opportuno o sconveniente andare, forse è giunto il tempo in cui i malenchi che vogliono bene alla propria valle e sperano che i propri figli possano qui crescere sereni alzino la testa.
Ciò vale ancor di più dopo aver letto le recenti dichiarazioni dell'On. Del Tenno in merito alla proposta di un ulteriore impulso allo sfruttamento dei residui rivoli d'acqua a scopo di lucro idroelettrico, quale panacea della crisi economica in Valtellina.
Dopo questa sparata le parole di Calvino si confermano di un'attualità sconcertante: “Bastò l'avvento di generazioni più scriteriate di imprevidente avidità, gente non amica di nulla, neppure di se stessa, e tutto ormai è cambiato, nessun Cosimo potrà più incedere per gli alberi”.
Per la Valmalenco, già abbondantemente saccheggiata, questo assalto significherebbe il colpo di grazia.
Ricordo a Del Tenno che la natura selvaggia, unica vera risorsa turistica che ci rimane, riposa sulle vette del Bernina, così come nei boschi dimenticati del fondovalle.
Essa rappresenta un mondo complesso, refrattario alle semplificazioni, dove si fondono irripetibili combinazioni di storia, geologia, morte, vita, caos e geometria.
Certo non si può pretendere che chi siede in Parlamento conosca i grandi narratori dell'incanto della natura come Henry David Thoreau e John Muir, ma che dimostrino almeno un po' di attaccamento alle proprie radici...
Basterebbe ricordare cosa scrisse nel lontano 1969 Ezio Pavesi, medico condotto di Valmalenco, nell'introduzione alla sua guida turistica della Valle: “ di questo mondo si è voluto parlare perchè quassù è bello vivere, assaporando lo splendore naturale di questi luoghi, solo se si ha l'accortezza di non guastarli, ma di conservarli così come li troviamo.”
29 giugno 2012 Michele Comi guida alpina Valmalenco
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&ved=0CEsQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.provincia.so.it%2Fdownload.asp%3Ffile%3D%2Fambiente%2Facqua%2Fderivazioni%2Felenco%2Fderivazione_03-08-2012_id369%2Fdomanda_03-08-2012.pdf&ei=leY1UKTIG4rvsgbVwoGIBw&usg=AFQjCNFEbqn4KIIFZ1mLO_B68eHw919eLA
Nota: captazione torrente Secchione è immediatamente a valle dell'Alpe Pirlo.
Ne approfitto per allegare qui di seguito mi a riflessione datata 29-giugno 2012 inoltrata alla stampa locale, ma mai pubblicata...
Strade di montagna inutili e altre scelleratezze in arrivo?
Domenica 11 giugno di rientro da una passeggiata solitaria serale lungo i sentieri che sovrastano Chiesa, ho fotografato, da semplice cittadino, quell'opera insulsa e sovradimensionata rispetto a qualsiasi necessità agricola, che sta cancellando il sentiero che conduce al maggengo del Pirlo, un magnifico tracciato pedonale risultato del tempo e delle leggi della natura.
Ho visto una ferita nella montagna larga sei metri, tale da sollevare il dubbio che possa celare finalità non dichiarabili.
Ho documentato lo sprezzo dimostrato per la singolarità espressa dal nostro territorio che si aggiunge all'inesauribile e sistematica distruzione delle nostre preziose attrattive turistiche e del bene comune, a vantaggio di pochi.
Dopo la mia segnalazione, ho appreso che il cantiere è stato sequestrato dalle autorità competenti, segno inequivocabile che le perplessità espresse avevano un fondamento oggettivo.
Ai sostenitori ad oltranza delle fantomatiche strade ad uso agricolo, al lamento delle maestranze a cui è stato spento l'escavatore, ricordo che è lecito sostenere l'utilità delle strade e il diritto al lavoro, a patto che rispettino le regole, le prescrizioni progettuali e i riferimenti di legge in materia.
Ai fanatici delle rotabili d'alta quota per finalità manutentive ricordo che l'equazione strada = cura del bosco e manutenzione del territorio è quanto meno superficiale se non totalmente errata: esistono infatti innumerevoli esempi di luoghi raggiunti da strade agricole, comunali, provinciali e statali ove il degrado e l'avanzata dell'incolto è continua e sotto gli occhi di tutti (pur con magnifiche strade di servizio).
Agli indignati suggeritori di percorsi alternativi, chiedo dov'erano quando era il tempo di vigilare sull'inizio dei lavori.
A coloro che considerano voci autorevoli unicamente chi conosce le fatiche dell'agricoltura di montagna, suggerisco di verificare anzitutto la proprio curriculum agreste e ricordo che, per quanto riguarda la conoscenza della “barriera della fatica” (come la definisce il grande alpinista Kurt Diemberger) rappresentata dal muoversi a piedi, ho qualche consolidata esperienza per tradizione familiare e professionale.
Ma noi malenchi non abbiamo nulla da dire?
Dove sono i discendenti di quei fieri abitanti che a partire dai primi del '900 resero Chiesa una tra le località di villeggiatura più ambite delle Alpi?
A parte la testimonianza e sostegno del miglior albergo di Chiesa, l'Hotel Tremoggia, dove sono tutti i restanti operatori del turismo?
Gli artisti, gli eccellenti cantori e testimoni della storia locale?
E gli abitanti dell'intera Valle, privati in un lampo e per sempre ancora una volta di un bene che appartiene a tutta la comunità, da conservare e tramandare integro per le future generazioni?
Dove sono gli appassionati alpinisti, i locali sodalizi alpini? I frequentatori dei boschi? I numerosi corridori che regolarmente incontro tra l'Alpe Lago e il Pirlo? Felici di respirare e correre a due passi da casa, su un fondo ricoperto di aghi di pino entro pinete aromatiche?
Non basta più qualche brividino di inorridimento, oltre il quale non è opportuno o sconveniente andare, forse è giunto il tempo in cui i malenchi che vogliono bene alla propria valle e sperano che i propri figli possano qui crescere sereni alzino la testa.
Ciò vale ancor di più dopo aver letto le recenti dichiarazioni dell'On. Del Tenno in merito alla proposta di un ulteriore impulso allo sfruttamento dei residui rivoli d'acqua a scopo di lucro idroelettrico, quale panacea della crisi economica in Valtellina.
Dopo questa sparata le parole di Calvino si confermano di un'attualità sconcertante: “Bastò l'avvento di generazioni più scriteriate di imprevidente avidità, gente non amica di nulla, neppure di se stessa, e tutto ormai è cambiato, nessun Cosimo potrà più incedere per gli alberi”.
Per la Valmalenco, già abbondantemente saccheggiata, questo assalto significherebbe il colpo di grazia.
Ricordo a Del Tenno che la natura selvaggia, unica vera risorsa turistica che ci rimane, riposa sulle vette del Bernina, così come nei boschi dimenticati del fondovalle.
Essa rappresenta un mondo complesso, refrattario alle semplificazioni, dove si fondono irripetibili combinazioni di storia, geologia, morte, vita, caos e geometria.
Certo non si può pretendere che chi siede in Parlamento conosca i grandi narratori dell'incanto della natura come Henry David Thoreau e John Muir, ma che dimostrino almeno un po' di attaccamento alle proprie radici...
Basterebbe ricordare cosa scrisse nel lontano 1969 Ezio Pavesi, medico condotto di Valmalenco, nell'introduzione alla sua guida turistica della Valle: “ di questo mondo si è voluto parlare perchè quassù è bello vivere, assaporando lo splendore naturale di questi luoghi, solo se si ha l'accortezza di non guastarli, ma di conservarli così come li troviamo.”
29 giugno 2012 Michele Comi guida alpina Valmalenco
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