martedì 18 dicembre 2012

Firma la petizione contro le motoslitte a Campagneda

In riferimento al post di Michele che segnalava la balorda iniziativa dei tour con motoslitta a Campagneda, vi allego la petizione da firmare per richiede la revoca dei permessi concessi per tale stolta attività.
http://www.lemontagnedivertenti.com/Sites/83/WebExplorer/Collaboratori/foto%20x%20articoli%20vari/Petizione%20Motoslitte%202012.pdf

Mi auguro che almeno questa ennesima follia possa essere fermata con una semplice dimostrazione della volontà comune, per cui firmate e raccogliete anche voi più sottoscrizioni possibili da inviare al sindaco di Lanzada.

Per cui raccogliete più firme possibile e mandatele a me:
Beno
via Panoramica 549/A
23020 Montagna (SO)

O consegnatele alla tipografia Bonazzi a Sondrio, dove potete andare anche a firmare direttamente la petizione.
Altro punto in cui firmare la petizione è Sport Side a Sondrio in via Tonale.

martedì 11 dicembre 2012

Nuova concessione derivazione

E' sconvolgente! Non passa giorno senza che un'altra "schifezza" tristemente va a distruggere quel che è bene comune a vantaggio di pochi.
Guarda caso l'opera di presa dell'impianto in questione si colloca in prossimità della strada - ad uso agricolo!? - del Pirlo in costruzione (vedi post precedenti).

Valmalenco: voglio la mia parte.

sabato 8 dicembre 2012

giovedì 25 ottobre 2012

La fiera del disgusto


Sono convinto che la colpa dello schifo che circonda la nostra terra, oltre che dei pessimi politici che la governano, sia anche della gente che a queste persone non si sa ribellare e permette loro di fare ciò che vogliono.
Non odiamo i politici e certi imprenditori perchè sono disonesti, ma perchè siamo invidiosi della loro posizione di privilegiati e vorremmo essere al loro posto. È questa la ragione per cui non abbiamo il coraggio di prendere posizioni, ma siamo qui pure noi sperando arrivi il nostro turno.
Certi uomini stanno rovinando la Valtellina, solo per gola e sete di soldi o potere, e tessendo legami sempre più stretti con gli imprenditori più avidi e con meno scrupoli. È il modello Italia a cui abbiamo aderito al grido di "Roma Ladrona", mal celando una vergognosa ipocrisia di fondo che ci fa persone non certo migliori di quelle che andavamo contestando.
Politica e business sono diventati una cosa sola.
Spero questo mondo cambi presto prima che le cose belle della nostra valle finiscano in cenere.

Leggete qui la notizia che riporta il prof. Michele Corti:
"Alla vigilia del Salone del Gusto sono numerose le notizia di stretta attualità che vedono protagonista il Bitto storico. Tra riconoscimenti e angherie il Bitto storico va avanti con la consapevolezza di rappresentare una bandiera di resistenza casearia, umana, condadina. Come tutte le bandiere rappresenta un riferimento luminoso per alcuni, un simbolo da distruggere per altri. È emblematico che mentre il Bitto storico sia oggetto di interesse delle componenti politiche e dell'ente di ricerca della Regione Lombardia, la DG Agricoltura  perseveri nel trattare i produttori del Bitto storico come appestati. Mentre appaiono in televisione ("Che tempo che fa") con Petrini e i presidi Slow Food mondiali più rappresentativi quali rappresentanti italiani di una agricoltura eroica. leggi tutto

I bravi di Don Rodrigo esistono ancora.

Mentre si montano gli stand del salone del gusto a Torino arriva questa mattina a Gerola alta (dove Ciapparelli sta mettendo a posto il centro del Bitto prima di partire per Torino) una telefonata da Slow Food: la Regione Lombardia (leggi qualche funzionario della DG agricoltura) minaccia di rititarsi dal Salone con lo stand istituzionale se di fronte ci sono quelli Bitto storico. Lo stand dei presidi di Lombardia è infatti di fronte a quello istituzionale della Regione e il Presidio del Bitto storico doveva essere ovviamente li. Ciapparelli per senso di responsabilità accetta di spostarsi di 50 m.

A me questa storia fa venire in mentre i bravi di Don Rodrigo. "Quello stand lì non ci deve stare". Ma con quale diritto? I produttori del Bitto storico, anche se fossero produttori come gli altri meritano un trattamento simile?  Come può una grande istituzione angariare un gruppo di produttori agricoli nel contesto di iniziative per promuovere l'agricoltura lombarda e i suoi prodotti di eccelenza? Molti hanno visto  lunedì sera Ciapparelli e la Cristina Gusmeroli (casara di 18 anni) a "Che tempo fa" con Petrini e i più significativi presidei mondiali di Slow Food ersano li a rappresentare l'Italia dell'agricoltura eroica. Chi non li ha visti avrà forse letto La Provincia che oggi dava ampio spazio alla cosa.

Regione Lombardia ha già fatto una magra figura il 12 ottobre quando a Morbegno al Convegno sulla zootecnia di montagna Fausto Gusmeroli non ha potuto parlare per il veto dell'Ass. De Stefani. Al posto di un vero esperto di zootecnia, pascoli, prati e formaggi (per questo da fastidio) hanno chiamato TIRELLI, amministratore delegato di IPERAL. Bella figura per la Regione Lombardia presente a Morbegno con tutto il vertice agricolo (ex-assessore e super-burocrati) accettare i veti di un ass. provinciale ad una manifestazione organizzata da lei e da lei sponsorizzata."

sabato 1 settembre 2012

Strade di montagna inutili e altre scelleratezze in arrivo

Ecco quel che si legge nel sito delle Provincia datato 2 agosto 2012...
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&ved=0CEsQFjAA&url=http%3A%2F%2Fwww.provincia.so.it%2Fdownload.asp%3Ffile%3D%2Fambiente%2Facqua%2Fderivazioni%2Felenco%2Fderivazione_03-08-2012_id369%2Fdomanda_03-08-2012.pdf&ei=leY1UKTIG4rvsgbVwoGIBw&usg=AFQjCNFEbqn4KIIFZ1mLO_B68eHw919eLA

Nota: captazione torrente Secchione è immediatamente a valle dell'Alpe Pirlo.

Ne approfitto per allegare qui di seguito mi a riflessione datata 29-giugno 2012 inoltrata alla stampa locale, ma mai pubblicata...

Strade di montagna inutili e altre scelleratezze in arrivo?

Domenica 11 giugno di rientro da una passeggiata solitaria serale lungo i sentieri che sovrastano Chiesa, ho fotografato, da semplice cittadino, quell'opera insulsa e sovradimensionata rispetto a qualsiasi necessità agricola, che sta cancellando il sentiero che conduce al maggengo del Pirlo, un magnifico tracciato pedonale risultato del tempo e delle leggi della natura.
Ho visto una ferita nella montagna larga sei metri, tale da sollevare il dubbio che possa celare finalità non dichiarabili.
Ho documentato lo sprezzo dimostrato per la singolarità espressa dal nostro territorio che si aggiunge all'inesauribile e sistematica distruzione delle nostre preziose attrattive turistiche e del bene comune, a vantaggio di pochi.
Dopo la mia segnalazione, ho appreso che il cantiere è stato sequestrato dalle autorità competenti, segno inequivocabile che le perplessità espresse avevano un fondamento oggettivo.

Ai sostenitori ad oltranza delle fantomatiche strade ad uso agricolo, al lamento delle maestranze a cui è stato spento l'escavatore, ricordo che è lecito sostenere l'utilità delle strade e il diritto al lavoro, a patto che rispettino le regole, le prescrizioni progettuali e i riferimenti di legge in materia.

Ai fanatici delle rotabili d'alta quota per finalità manutentive ricordo che l'equazione strada = cura del bosco e manutenzione del territorio è quanto meno superficiale se non totalmente errata: esistono infatti innumerevoli esempi di luoghi raggiunti da strade agricole, comunali, provinciali e statali ove il degrado e l'avanzata dell'incolto è continua e sotto gli occhi di tutti (pur con magnifiche strade di servizio).

Agli indignati suggeritori di percorsi alternativi, chiedo dov'erano quando era il tempo di vigilare sull'inizio dei lavori.

A coloro che considerano voci autorevoli unicamente chi conosce le fatiche dell'agricoltura di montagna, suggerisco di verificare anzitutto la proprio curriculum agreste e ricordo che, per quanto riguarda la conoscenza della “barriera della fatica” (come la definisce il grande alpinista Kurt Diemberger) rappresentata dal muoversi a piedi, ho qualche consolidata esperienza per tradizione familiare e professionale.

Ma noi malenchi non abbiamo nulla da dire?
Dove sono i discendenti di quei fieri abitanti che a partire dai primi del '900 resero Chiesa una tra le località di villeggiatura più ambite delle Alpi?
A parte la testimonianza e sostegno del miglior albergo di Chiesa, l'Hotel Tremoggia, dove sono tutti i restanti operatori del turismo?
Gli artisti, gli eccellenti cantori e testimoni della storia locale?
E gli abitanti dell'intera Valle, privati in un lampo e per sempre ancora una volta di un bene che appartiene a tutta la comunità, da conservare e tramandare integro per le future generazioni?
Dove sono gli appassionati alpinisti, i locali sodalizi alpini? I frequentatori dei boschi? I numerosi corridori che regolarmente incontro tra l'Alpe Lago e il Pirlo? Felici di respirare e correre a due passi da casa, su un fondo ricoperto di aghi di pino entro pinete aromatiche?

Non basta più qualche brividino di inorridimento, oltre il quale non è opportuno o sconveniente andare, forse è giunto il tempo in cui i malenchi che vogliono bene alla propria valle e sperano che i propri figli possano qui crescere sereni alzino la testa.

Ciò vale ancor di più dopo aver letto le recenti dichiarazioni dell'On. Del Tenno in merito alla proposta di un ulteriore impulso allo sfruttamento dei residui rivoli d'acqua a scopo di lucro idroelettrico, quale panacea della crisi economica in Valtellina.
Dopo questa sparata le parole di Calvino si confermano di un'attualità sconcertante: “Bastò l'avvento di generazioni più scriteriate di imprevidente avidità, gente non amica di nulla, neppure di se stessa, e tutto ormai è cambiato, nessun Cosimo potrà più incedere per gli alberi”.
Per la Valmalenco, già abbondantemente   saccheggiata, questo assalto significherebbe il colpo di grazia.
Ricordo a Del Tenno che la natura selvaggia, unica vera risorsa turistica che ci rimane, riposa sulle vette del Bernina, così come nei boschi dimenticati del fondovalle.
Essa rappresenta un mondo complesso, refrattario alle semplificazioni, dove si fondono irripetibili combinazioni di storia, geologia, morte, vita, caos e geometria.
Certo non si può pretendere che chi siede in Parlamento conosca i grandi narratori dell'incanto della natura come Henry David Thoreau e John Muir, ma che dimostrino almeno un po' di attaccamento alle proprie radici...
Basterebbe ricordare cosa scrisse nel lontano 1969 Ezio Pavesi, medico condotto di Valmalenco, nell'introduzione alla sua guida turistica della Valle: “ di questo mondo si è voluto parlare perchè quassù è bello vivere, assaporando lo splendore naturale di questi luoghi, solo se si ha l'accortezza di non guastarli, ma di conservarli così come li troviamo.”
 29 giugno 2012 Michele Comi guida alpina Valmalenco

venerdì 15 giugno 2012

La cattiva informazione

Ho appena finito di mixare il promo per il numero 21 Estate 2012 de Le Montagne Divertenti. Non è tanto finalizzato a pubblicizzare la rivista, quanto a denunciare la cattiva informazione e la corruzione e la corruttibilità della stampa, costretta a scrivere quello che fa piacere a chi sovvenziona la testata, sia questi uno sponsor privato, sia questi un politico che può dirottare i contributi a proprio piacimento. Stessa protesta simbolica è all'interno della nuova locandina che i negozianti ignari appenderanno sulle loro vetrine senza essere avvisati che tutti i titoli della copertina della rivista sono stati sostituiti con quelli tipici delle locandine dei quotidiani locali. È drammatico pensare che qui in Valtellina, così come nel resto dell'Italia, l'unico modo di fare informazione libera sia quello di autofinanziarsi, come accade a Le Montagne Divertenti, o come è possibile realizzare ad esempio con questo blog che non avendo costi di gestione, permette la libera circolazione del pensiero. E così le informazioni importanti vengono sostituite con titoloni come "Il nuovo amore di Belen", privi di qualsiasi contenuto, o addirittura argomenti che falsano la realtà, come l'esultanza della popolazione per nuove infrastrutture o scelte politiche che, in realtà non piacciono a nessuno, oppure dei redazionali per incensare qualche imprenditore o corruttore o politico locale.
Ah, clikkando qui potete ascoltare il promo.

Strada per il Pirlo

Mi ha scritto un amico, mandandomi anche le fotografie: "Non trovo le parole per descrivere quello che ho visto solo poche ore fa durante una solitaria passeggiata serale lungo i sentieri che sovrastano Chiesa. Nel breve spazio di pochi giorni è comparsa quella mostruosità che tanti temevano: la strada per l'Alpe Pirlo. Il sentiero preesistente era l'autentica espressione della bellezza, il risultato del tempo e delle leggi della natura. Si sviluppava ondulato sul filo dei 1600m, contornato da larici radi e mughi, tra estese pietraie decorate da licheni gialli, rossi e marroni. La strada, dalle note e dubbie finalità agricole, larga in media ben 6 metri (ma è questa la sezione da adottare per una strada di montagna ad uso agricolo!?) lo ha già cancellato per diverse centinaia di metri, confermando ancora una volta lo sprezzo per la singolarità espressa dal nostro territorio e aggiungendo un tassello all'inesauribile e sistematica distruzione del bene comune. Dopo il sacco edilizio del fondovalle, la svendita delle acque, la prepotenza vorace dell'industria della pietra, ecco come la viabilità agro-silvo-pastorale, pensata, progettata e gestita dagli enti con risorse pubbliche, sta dando colpo di grazia agli ultimi brandelli di natura dove poter tirare il fiato. Intanto si alza il lamento degli operatori turistici che denunciano il drastico calo di presenze qualificate, quelle che sempre di più sono alla ricerca di quella natura che stiamo distruggendo. Chiesa 10 giugno 2012"

lunedì 14 maggio 2012

Contrasti


Con l'arrivo della primavera la natura si risveglia nell'alta Valle del Mallero.
Tutto è una meraviglia, piante ed animali si mostrano in una girandola di colori, profumi e suoni: una meta d'eccezione a disposizione di residenti e turisti.
La neve è ancora abbondante in quota e contrasta con il verde acceso dei prati di fondovalle. Fresche acque spumeggianti, alimentate dai tanti rivoli di fusione, scorrono ovunque, ognuno con un timbro caratteristico, sino a concentrarsi nel tumultuoso corso d'acqua principale.
Salendo da Chiesa, finalmente a San Giuseppe la valle si apre. Poco oltre, quando ormai si è pronti ad immergersi in questa natura potente, certi di essersi lasciati a valle le tristi brutture del fondovalle, ecco come ancora una grande cava attiva, figlia della vorace industria della pietra, squarcia il versante e martella l'udito....